sabato 28 febbraio 2009

Ryanair programma una tariffa per l'uso della toilette!

Londra, 27 feb - Il patron della compagnia low cost irlandese, Micheal O'Leary, in un'intervista alla Bbc, ha indicato oggi la possibilita' di introdurre la tariffa di 1,12 euro per l'uso delle toilette in volo da parte dei passeggeri. ''Una delle cose che abbiamo previsto in passato e sulla quale stiamo riflettendo - ha detto O'Leary - e' quella di inserire nelle toilette un meccanismo a pagamento''.''Cerchiamo sempre soluzioni nuove per rendere i viaggi aerei meno costosi - ha aggiunto il numero uno di Ryanair - e facciamo tutto il possibile per trovare redditi che ci permettano di abbassare le tariffe''.Ryanair, nel terzo trimestre, ha accusato una perdita di 119 milioni di euro a causa dell'aumento del prezzo del carburante. La compagnia tuttavia, di recente, ha rivisto le stime sull'esercizio con un utile compreso tra 50 e 80 milioni di euro.

martedì 2 dicembre 2008

Acqua alta a Venezia - Quarta punta dal 1872 (tratto da Agi News on)

Venezia - L'alta marea eccezionale che alle 10.45 ha raggiunto i 156 cm sul medio mare (rilevazione al mareografo di Punta della Salute) e' la quarta, in ordine di livello, dal 1872. Lo sottolinea, in una nota, il Centro Previsioni e Segnalazioni Maree che ricorda i 194 cm del 4 novembre 1966, i 166 cm del 22 dicembre 1979, i 159 del primo febbraio 1986. 'L'alta marea di oggi - prosegue la nota - ha costituito l'imprevista evoluzione del passaggio su Venezia di una perturbazione con minimo depressionario sull'Alto Tirreno, che ha provocato maltempo nelle regioni centrali e settentrionali d'Italia, e poi si e' diretta verso Nord Est. Di primissima mattina, il vento di scirocco, che per tutta la notte era soffiato su tutto l'Adriatico con intensita' sui 35-45 km/h, si e' rafforzato sull'Alto Adriatico, con medie sui 60-72 km/h, ed e' continuato a soffiare anche dopo il passaggio della perturbazione, anziche' girare a Sud Ovest. Sotto la spinta dello scirocco, il livello dell'acqua e' salito, fino a far raggiungere alla marea, a Punta della Salute, un sovralzo di un metro sulla marea astronomica di 56 cm'. 'Il Centro Maree - continua la nota - che da giorni aveva segnalato una previsione di 110 cm, ieri sera alle ore 21 la ha aggiornata a 120 cm, inviando un sms ai circa diecimila utenti iscritti al servizio e con il messaggio registrato in segreteria telefonica; alle ore 6.30 la previsione e' stata aggiornata a 130 cm, e alle ore 6.37 sono state azionate le sirene con il nuovo sistema di segnali sonori di diverso livello; alle ore 8.20 la previsione e' stata nuovamente aggiornata a 140 cm, e alle ore 8.22 sono state nuovamente azionate le sirene. A fronte del peggioramento della situazione meteo-mareologica del tutto imprevisto, e in considerazione che alle bocche di porto alle ore 9.45 il livello di marea era arrivato sui 160-170 cm e che lo scirocco continuava a soffiare sui 60-65 km/h, il Centro Maree ha prima aggiornato la previsione a 150 cm, e quindi, alle ore 10.10, a 160 cm, azionando per la prima volta un messaggio vocale di allertamento, finora neppure collaudato. Un altro messaggio vocale e' stato trasmesso alle ore 11.11 - conclude la nota - per segnalare il raggiungimento della punta massima e l'inizio del deflusso'. (AGI) - Venezia, 1 dic. - h 13,40

martedì 21 ottobre 2008

Mostre e bistrot: bouffe d’arte


L’autunno parigino è all’insegna dell’arte contemporanea. E un weekend vale un low cost

L’appuntamento clou di Parigi, quest’anno, è dal Re Sole, a Versailles. Nella reggia è sbarcato Jeff Koons, artista superstar con il suo carico di aragoste e artefatti pop disposti in una quindicina di sale; e nel parterre dell’Orangerie c’è il suo Split Rocker, mezzo cavallo e mezzo dinosauro, fatto di 100 mila fiori. Ma gli eventi nella capitale francese non finiscono qui. Dal 23 al 26 ottobre, la fiera-evento Fiac offre ai visitatori un carnet fitto di appuntamenti. Oltre 200 tra gallerie, musei e fondazioni della capitale ospiteranno artisti contemporanei francesi e di fama internazionale: quattro giorni no stop di mostre, spettacoli e installazioni. La scorpacciata d’arte entra nel vivo sabato 25: riapre il Musée Picasso con la personale di Daniel Buren, noto per le controverse colonne dei giardini di Palais Royal. Per una pausa pranzo in zona, Kaiseki Bento propone, all’interno dello spazio Rendez Vous Toyota, cestini da picnic pieni di bio-ghiottonerie giapponesi. Se però si preferisce un ritmo slow, La Robe et le Palais ha in menu classici come il pot-au-feu; il vino è ottimo, l’ambiente caloroso. Anche la Cinémathèque, opera dell’archistar Frank Gehry (51 rue de Bercy; http://www.cinamatheque.fr/), anch’essa parte del circuito espositivo Fiac, per l’occasione presenta la mostra dell’attore-fotografo Dennis Hopper: opere dipinte da lui e collezionate (Andy Warhol, Jean-Michel Basquiat). Cibo e rock sono gli ingredienti delle Veillées Foodstock, primo festival gastro-musicale (fino al 23 ottobre; http://www.lefooding.com/). Dall’arte alla tavola. Si cambia quartiere e ci si dirige a Belleville, per onorare la tavola dello chef creativo Inaki Aizpitarte: Le Chateaubriand propone arditi menu e i piatti hanno nomi come «zuppa di pesce gelata» o «piccione, zuppa, nocciole e castagne». Salendo verso Belleville alta, vicino all’omonimo parco, si scova un bistrot come ne restano pochi, il Baratin, dove si rifugiano di nascosto anche gourmet di gran moda, come il pasticciere Pierre Hermé o il «bistronomo» Yves Camdeborde. Tutto è ottimo, ma il cosciotto d’agnello vale il viaggio. La nuova Paris bohème purtroppo non offre grandi possibilità di alloggio, ma alcuni indirizzi non deludono.

VENEZIA: Tra campi e campielli

Popolare e autentica, è la Venezia che si articola attorno al sestiere di San Polo.
Da scoprire partendo dal Ponte di Rialto




San Polo e Santa Croce sono due sestieri difficilmente separabili, tanto il tessuto sociale e urbanistico dell’uno si confonde nell’altro. Ancora oggi sono pochi i veneziani che possono affermare con certezza dove si trovino il sottoportego di Siora Bettina o la calle del Cristo. E così per tanti calli e campielli. Un doppio itinerario a cavallo tra i due sestieri – per chi vuole conoscere la città e le sue abitudini il primo, o per assaporarne la ricchezza storico-artistica il secondo – permetterà di scoprire un autentico scorcio di Venezia. Il percorso - condotto dal centro alla periferia, da San Polo a Santa Croce – svela il volto di una Venezia ancora popolare e autentica, in un dedalo di calli e passaggi inaspettati all’interno di un tessuto urbanistico ricco di storia. Da Rialto a piazzale Roma il percorso diventa un viaggio nel tempo: dal primo insediamento urbano della città – Rialto – allo sviluppo urbanistico nei dintorni di rio Novo nella prima metà del Novecento, con luoghi curiosi come il Ponte delle Tette. Fino alla metà dell’Ottocento il Ponte di Rialto costituì l’unico passaggio sul Canal Grande. Il primo esemplare risale all’XI secolo, ma è agli inizi del ’500 che la Repubblica decide di bandire un concorso per la costruzione di una struttura definitiva. Il ponte è strutturato in tre percorsi pedonali separati da due file di botteghe e raccordate in cima da una doppia arcata di 28 metri di corda. Scendendo dal Ponte di Rialto a destra e passata la Naranzeria (l’antico deposito delle arance), si estende il campo San Giacomo di Rialto, delimitato dalle Fabbriche Vecchie e dalla Chiesa di San Giacomo di Rialto detta di San Giacometto, l’unica struttura a essere sopravvissuta all’incendio del 1513. Tradizionalmente considerata la più antica chiesa della città, la sua costruzione risale all’XI secolo. Luogo di culto a uso dei mercanti – di cui conserva le iscrizioni a croce del XII secolo sull’abside esterna e sulla cornice sotto la croce, che invocano l’onestà del venditore e la lealtà dei contratti – presenta, sulla facciata, un porticato gotico, tipico delle chiese primitive. Opposta alla Chiesa la statua del Gobbo di Rialto che sostiene la Colonna del Bando, dove la signoria leggeva bandi, proclami e condanne.




(tratto da "Il Corriere della Sera")

mercoledì 15 ottobre 2008

Crisi Expedia - Ryanair!

Incredibile!

Dopo circa 18 mesi dall'avvio della collaborazione tra Expedia e Ryanair, finalizzata alla vendita degli hotels di Expedia agli oltre 58 milioni di viaggiatori Ryanair, la situazione è giunta ad un punto di rottura: a causa infatti degli ingenti crediti avanzati da Ryanair nei confronti di Travelscape, Società controllante il sito expedia.com, e nonostante i numerosi tentativi effettuati per richiederne la regolarizzazione, la Società irlandese leader nel segmento low cost dei viaggi aerei ha deciso di interrompere questo accordo a decorrere dal 08-11-2008. Si tratta di un qualcosa di a dir poco epocale per chi segue il web, vista la fin qui correttezza avuta da Expedia nel corso degli anni, che se dovesse venir meno potrebbe minarne l'immagine costruitasi con ingentissime spese di marketing nel corso degli anni (oltre un miliardo di dollari l'anno). Quale sarà il player che subentrerà ad Expedia in questo spazio rimasto vacante su Ryanair?

domenica 11 maggio 2008

Cortina d'Ampezzo: cabine «ingabbiate» sul Faloria

CORTINA. E' arrivato a 113 il numero delle montagne che hanno aderito all'iniziativa "The Sad Smoky Mountains" ("Tristi Montagne Fumanti") ideata da Alberto Peruffo e che, domenica, vedranno accese dagli alpinisti delle torce che simboleggiano «il cuore infranto delle montagne e degli uomini con il colore della vergogna, della tristezza e dell'indignazione».I primi ad aderire a Cortina sono stati Enrico Ghezze ed Andrea Gris, che ieri hanno fatto le prove dell'evento sul Faloria. «Volevamo dare all'iniziativa un tocco di originalità», dicono, «e allora abbiamo deciso di non accontentarci delle semplici torce». Ghezze ha così "reinventato" due cabine della funivia Faloria in due blocchi arancioni a grata per simboleggiare una sorta di prigione.«E' la prigionia che vive il pensiero tibetano per colpa della Cina, che da metà anni '50 occupa il Tibet e commette soprusi incredibili a danno della popolazione». Le due cabine funiviarie contengono anche un messaggio scritto. Su una è stata incisa la parola "free" e sull'altra "Tibet". Nel momento del sorpasso di una cabina con l'altra, si leggono le due frasi "Free Tibet" e "Tibet free". «L'idea di Paruffo», sottolineano Gris e Ghezze, «è un segnale agli uomini di buona volontà, un segnale di sostegno alle persone che combattono quotidianamente per i diritti fondamentali dell'uomo e dell'inalienabile suo ambiente, un segno di solidarietà a leader coraggiosi quali il Dalai Lama, la cui dirittura e lungimiranza dovrebbero essere guida ed esempio per contrastare la devastante oscurità creata dalla negligenza morale di politici, uomini di potere e intellettuali. Un segnale che, a Cortina, ha trovato la collaborazione di "Cortina Cube", che ha sponsorizzato l'azione civile e artistica».Ieri ci sono state le prove generali: le due cabine sono state riprese, i filmati saranno trasmessi in tv e sui siti internet. Sabato pomeriggio saliranno guide e alpinisti. E domenica alle 13 si potrà vedere lo spettacolo. Le fiaccole in cima al Faloria saranno accese e dal paese o dal rifugio si assisterà ad uno spettacolo unico. «Per rendere l'iniziativa ancora più coinvolgente», concludono Gris e Ghezze, «stiamo organizzando una corsa per salire in funivia.Dopo l'accensione delle torce ci sarà un pic nic. Abbiamo invitato anche il sindaco Andrea Franceschi che era già a conoscenza dell'iniziativa e poterebbe essere l'ospite d'onore».

venerdì 9 maggio 2008

Pedalando... pedalando...

Anche nel nostro Paese stanno aumentando gli amanti delle vacanze in bicicletta. Non è solo una risposta all’inquinamento e all’aumento del costo dei carburanti: la bicicletta è uno stile di vita, è un modo diverso e più naturale di affrontare il tempo, di combattere lo stress. Tante le piste ciclabili: lungo i fiumi, in aree di grande bellezza paesaggistica e nei centri urbani. Ma moltissimo va ancora fatto: va cambiata la mentalità degli automobilisti e dei motociclisti, va incrementato il rispetto per chi ha deciso di lasciare a casa la macchina...

VAI CON LA BICI» recita la canzoncina, che poi conclude con tono vagamente minaccioso: «Pedala e taci». Ma ora i ciclisti non tacciono più, anzi stanno decisamente rialzando la testa. E si riprendono le strade: quelle delle città, certo, ma anche quelle del tempo libero e delle vacanze. Stando agli ultimi dati, il numero di coloro che utilizzano la bici per le proprie vacanze è più che raddoppiato. Non si tratta – e questo è forse il dato più interessante - dei “soliti giovani squattrinati”, ma anzi di liberi professionisti o colletti bianchi che scelgono l'itinerario su Internet (dove c'è un'ampia selezione di siti ad hoc) e sempre più spesso si rivolgono a Tour Operator specializzati.Che sono ora in pieno boom. L'offerta è ampia e variegata, in grado di accontentare tutti i gusti, ma giocoforza è molto orientata verso i Paesi esteri, Europa soprattutto. Paesi come l'Olanda o la Danimarca con le loro piste ciclabili ben tenute e i ricchi servizi accessori (custodia della bici, noleggio, hotel a misura di ciclista) fanno la parte del leone, ma tra le più richieste ci sono anche Francia, Austria, Germania e Irlanda. Qui si possono trovare organizzazioni che pensano a tutto: al trasporto delle bici e dei bagagli, all'assistenza tecnica, all'alloggio. Occorre solo preoccuparsi di pedalare e dimenticare stress e inattività, godendosi il paesaggio. Le tappe sono sempre studiate per essere alla portata di tutti, non più di 50-60 chilometri al giorno, a volte anche meno. Non ci sono imprese da compiere, ma solo il piacere di viaggiare a ritmo lento, senza inquinare. D'altra parte il cicloturismo rientra a pieno titolo nel campo dell'ecoturismo che, pur rappresentando percentuali ancora piccole del mercato turistico internazionale, è anche l'unico che vanti un vertiginoso ritmo di crescita. Magari tutto questo testimonia una reale crescita della consapevolezza verso Madre Terra e le sue risorse, depredate dall'ingordigia umana e messe in crisi dal turismo di massa, ma indubbiamente conta molto anche la voglia di passare una vacanza diversa e di fare del moto. E perché no? di avere l'occasione di conoscere i propri limiti ed avere qualcosa di nuovo da raccontare al rientro in ufficio. La FIAB (Federazione Italiana Amici della Bicicletta ), a cui aderiscono più di 10.000 persone, è tra i maggiori promotori del cicloturismo, ma negli ultimi anni, e proprio grazie ad Internet, sono cresciute anche altre realtà, quali agenzie specializzate o associazioni che si dedicano a promuovere il cicloturismo in zone del nostro Paese e nel mondo. Nei viaggi organizzati generalmente si viaggia assistiti da un furgone. Ma c'è anche chi preferisce fare da sé: verso l'avventura, un'avventura che se in Europa offre ampie garanzie di successo, in Italia rischia di restare bloccata tra le lamiere delle auto o messa a rischio dagli amanti della velocità. Di piste ciclabili, nel Bel Paese, ce ne sono davvero poche, e quasi tutte concentrate in poche località, prevalentemente al centro-nord. Al sud poco o niente. Il che implica, per il povero cicloturista, di dover condividere le strade con l'odiato e pericoloso traffico veicolare oppure, dove esistano, utilizzare le stradine secondarie, le cosiddette back roads, che a volte fanno la vera differenza nella scelta dell'itinerario. Nella provincia di Siena l'abbondanza di strade bianche ha portato alla nascita del Parco Ciclistico delle Crete Senesi. Si tratta di una delle poche aree in Italia dove il cicloturismo è attivamente favorito, e anzi ci si scommette su per un ulteriore crescita dell'economia locale. Pedalare da queste parti significa essere circondati dai paesaggi di una delle province più bella d'Italia. Altra esperienza, di tutt'altro genere, è quella che è possibile vivere lungo il Po, dove, nel tratto terminale del fiume, esistono piste ciclabili e percorsi adatti alla bici sia sulla sponda veneta che su quella romagnola. A Roma si sta completando la rete ciclabile che già oggi consente di attraversare da nord a sud la capitale: a breve sarà possibile arrivare sino al mare, seguendo la sponda del Tevere. In qualche modo, sembra proprio che siano i fiumi ad attirare maggiormente i cicloturisti: in fondo, è come ai tempi degli antichi pellegrinaggi, quando per viaggiare, a piedi o a cavallo, si sceglievano le valli fluviali. I segnali che qualcosa si stia muovendo anche in Italia sono ormai numerosi e importanti sebbene frammentari. Basti pensare alla Ciclopista del Sole proposta dagli Amici della Bicicletta: 1200 chilometri di percorsi ciclabili che dalBrennero dovrebbe attraversare tutta la Penisola, isole comprese, costituendo così una spina dorsale ciclabile a sua volta connessa con quella europea, chiamata Eurovelo. Se all'estero si è a buon punto, però, non altrettanto si può dire del nostro Paese, nonostante l'impegno dei promotori.